Gli articoli che abbiamo scritto nelle ultime settimane hanno suscitato un enorme interesse ma contemporaneamente aperto una serie di interrogativi.
Tra questi, quello di cui scriveremo oggi è:
Nell'ambito delle successioni ereditarie, è appunto fondamentale comprendere la distinzione tra questi due istituti giuridici che regolano il trasferimento dei beni di una persona deceduta (de cuius).
Detta diversificazione influisce sia sulla natura dei beni trasferiti sia sulle responsabilità che ne derivano per i beneficiari.
L'eredità rappresenta la successione a titolo universale, in cui l'erede subentra nella totalità o solo in una quota del patrimonio del defunto, comprendendo sia i beni sia i debiti.
L'erede, pertanto, acquisisce diritti e obblighi del de cuius, assumendosi le responsabilità correlate.
È possibile accettare l'eredità con beneficio d'inventario, limitando la responsabilità ai debiti ereditari nei limiti del valore dei beni ricevuti.
Esempio pratico 1: Il signor Rossi nomina nel suo testamento i figli Marco e Lucia come eredi universali, senza specificare le quote. Alla sua morte, Marco e Lucia subentrano in tutti i beni e debiti del padre, condividendo l'intero patrimonio in parti uguali.
Il legato è una disposizione testamentaria a titolo particolare, con la quale il testatore attribuisce a un beneficiario (legatario) uno o più beni specifici o diritti determinati.
Il legatario non subentra nelle passività del de cuius e non risponde dei debiti ereditari, salvo diversa disposizione del testatore.
Esempio pratico 2: La signora Franca dispone nel suo testamento che l'amico Carlo riceva la sua collezione di libri antichi. Carlo, in qualità di legatario, acquisisce la proprietà della collezione senza assumersi responsabilità per eventuali debiti della defunta.
1. Oggetto della Successione:
2. Responsabilità per i Debiti:
3. Modalità di Acquisizione:
Esempio pratico 3: Il signor Antonio, in assenza di altri legittimati, lascia in eredità il suo patrimonio al fratello Luca ad eccezione di un legato di 20.000 euro a favore dell'amica Anna. Luca, in qualità di erede, subentra nei beni e negli eventuali debiti del defunto. Anna, come legataria, riceve la somma stabilita senza assumersi responsabilità per eventuali passività del de cuius.
La legge italiana consente sia agli eredi sia ai legatari di rinunciare alla successione con modalità e conseguenze differenti.
Vediamo come funziona per ciascun caso:
1. Rinuncia all’Eredità
L’erede, essendo chiamato a una successione a titolo universale, ha il diritto di accettare o rinunciare all’eredità.
Come si rinuncia all’eredità?
· La rinuncia deve essere formale e avvenire tramite atto notarile o dichiarazione al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione.
· Una volta rinunciata, l’eredità viene devoluta ai successivi chiamati secondo la volontà del testatore o, in sua assenza, secondo le regole della successione legittima.
· Se l’erede ha già accettato espressamente o implicitamente l’eredità (ad esempio vendendo un bene ereditato), non può più rinunciarvi.
Esempio pratico:
Mario eredita dal padre un patrimonio che include 100.000 euro di beni ma anche 150.000 euro di debiti. Per non dover rispondere dei debiti, decide di rinunciare formalmente all’eredità davanti a un notaio. In questo caso, la sua quota passerà agli altri eredi legittimi o testamentari.
2. Rinuncia al Legato
Il legatario, essendo un successore a titolo particolare, può anche rinunciare al legato, ma con modalità diverse rispetto all’erede.
Come si rinuncia a un legato?
· Non è necessaria una forma solenne, quindi il legatario può semplicemente rifiutare il bene senza dover fare una dichiarazione formale davanti a un notaio o al tribunale.
· La rinuncia non comporta effetti sui debiti dell'eredità, in quanto il legatario non ne risponde mai.
· Se il legato è soggetto a un onere o a una condizione (ad esempio, il testatore stabilisce che il legatario riceverà un bene solo se si prende cura di un determinato familiare), il legatario può rinunciare per evitare l’obbligo.
Esempio pratico:
Laura riceve in legato una casa in campagna, ma si rende conto che la manutenzione è troppo costosa e il testatore non ha lasciato risorse economiche per gestirla. Poiché non è obbligata ad accettare, decide di rifiutare il legato e il bene resterà nel patrimonio ereditario.
3. Differenze Chiave tra la Rinuncia all’Eredità e al Legato
Caratteristica |
Erede |
Legatario |
---|---|---|
Obbligo di accettazione? |
No, può rinunciare |
No, può rifiutare |
Forma della rinuncia |
Atto formale (notaio o tribunale) |
Nessun obbligo formale |
Effetti della rinuncia |
Il diritto passa agli altri eredi |
Il bene torna al patrimonio ereditario |
Debiti ereditari |
L’erede ne risponde (salvo beneficio d’inventario) |
Il legatario non risponde mai dei debiti |
In entrambi i casi la rinuncia è irreversibile; quindi è importante valutare attentamente le conseguenze prima di prendere una decisione.
La distinzione tra eredità e legato è cruciale nella pianificazione successoria e nella gestione delle successioni.
Comprendere le implicazioni di ciascun istituto permette al testatore di disporre dei propri beni in modo conforme alle proprie volontà e ai beneficiari di essere consapevoli dei diritti e delle responsabilità che ne derivano.
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